SOS Genitori sbarca sul Il Tirreno!

Ecco il link con l’articolo apparso su Il Tirreno

Si, no, forse…quando è il capriccio il padrone di casa

Sabato sera a Montecatini terme, tante famiglie sono venute a conoscere i nostri servizi e a conoscere noi che, con il nostro lavoro, cerchiamo di accompagnarle in questa meravigliosa avventura di crescere, non solo i loro bambini, ma anche loro stessi come individui e come famiglia. Diventare genitori può essere l’occasione per ripensare al nostro percorso di vita e rivalutare i valori e le scelte che abbiamo fatto, perché sappiamo che è attraverso il nostro comportamento ed esempio che cresceremo i nostri figli e che solo se saremo in grado di modellarci dentro a questo nuovo ruolo, riusciremo a incidere positivamente sul loro sviluppo, dando loro tutte le competenze che gli serviranno per relazionarsi con il mondo che li circonda. I genitori, per questa ragione, non cercano formulette per crescere i loro figli, ma sono ben consapevoli che quello di genitore sia un impegno per il quale ci vogliono strumenti concreti. Noi che ci occupiamo di sostenere la famiglia a svilupparsi, per diventare il luogo migliore in cui crescere, ci interroghiamo ogni giorno su quali siano le necessità delle famiglie che ci contattano. Esse sono in continua evoluzione e cambiamento e per noi interrogarci sui loro bisogni significa poter rispondere in modo personalizzato alle loro richieste.  In occasione della presentazione di SOS Genitori a Montecatini Terme molte mamme, in particolar modo, hanno dimostrato interesse al nostro corso di accompagnamento alla gestione dei capricci (sia per quanto riguarda la gestione della difficile fase dei 2-3 anni, che alle problematiche relative a quella più estesa dei 4-10, nella quale sono comprese le difficoltà legate al rapporto con la scuola e con i compagni).  Credo che questo bisogno nasca da diverse ragioni: da un lato i genitori si rendono conto che spesso le situazioni più difficili da gestire sono quelle impreviste, non rutinarie, in cui ci si trova a dover contenere l’esplosione emotiva del proprio bambino di fronte al desiderio di un oggetto o di una attenzione specifica, dall’altro, la consapevolezza che il comportamento capriccioso, essendo una proposta di relazione che il bambino fa all’adulto, se non gestito con gli strumenti adeguati, può divenire, nel tempo, l’unico modo che il bambino ha di instaurare una relazione, e anche il bambino più dolce e generoso potrebbe imparare che ciò che premia di più è urlare e usare un atteggiamento prepotente. Molte ricerche collegano inoltre le difficoltà che i genitori hanno avuto nel gestire i capricci, con le difficoltà relazionali dei bambini che, formandosi attraverso quel tipo di relazione basata sul “io urlo, tu mi dai” , si trovano in seria difficoltà a rapportarsi con chi di quella modalità proprio non ne vuole sapere (ad es. insegnati o amichetti). La vita è emozione. Paura, collera, gioia e tristezza segnano la nostra vita.  Spesso però gli adulti si sentono incapaci di affrontare le emozioni dei bambini, di trovare le parole e i modi ‘giusti’ per fronte a quelli che, a volte sbrigativamente, chiamiamo capricci. Il capriccio è l’espressione del bambino della sua incapacità di darsi un contenimento emotivo, il bambino piccolo non è in grado di dare un nome a quello che prova, né dare un limite al desiderio. E’ importante che i genitori siano, per esempio, in grado di comprendere quando il comportamento deriva da un reale bisogno oppure se il bisogno a cui dare risposta, non sia quello di ottenere realizzazione ai propri desideri, ma di ricevere un limite a questi.  Le mamme che erano presenti a Montecatini terme ci hanno dato ulteriore conferma che il problema della gestione dei capricci è molto comune. Siamo stati felici di poter rassicurare i genitori proponendo loro molteplici strumenti per affrontare questo problema, sia attraverso il nostro corso, che con una consulenza personalizzata (telefonica o via mail) oppure attraverso l’aiuto delle nostre educatrici professioniste (servizio s..tate in famiglia) che con un percorso mirato, messo a punto sulla loro situazione specifica,  accompagnerà i genitori nella ristrutturazione del proprio progetto educativo, guidandoli alla ricerca di soluzioni più funzionali per far crescere i bambini e la famiglia.

Dott. Marta Canu

Grazie a tutti!

Cari Mamme e Papà,

grazie della partecipazione e dell’affetto dimostrataci in occasione della presentazione del 10 aprile u.s.
E’ stato bello vedere i bambini giocare e ridere felici con l’animatrice e la puericultrice mentre noi “grandi” partecipavamo alla presentazione!

A presto e grazie a tutti!
Lo Staff di SOS Genitori

presentazione-sosgenitori

presentazione-sosgenitori

presentazione-sosgenitori

Dalla gravidanza alla nascita… che emozione! Parte prima: Test positivo… e ora?

Ci siamo, il test è positivo!

Ora è necessario andare avanti fino in fondo.

Parto spontaneo o cesareo, in ogni modo, tra 9 mesi, 40 settimane circa, toccherà a te.

La pancia ancora non si vede e tu per scaramanzia non dici niente a nessuno, vuoi far passare i primi mesi, hai paura che qualcosa possa andare storto; oppure sei una donna che al contrario appena ha visto il test si è attaccata al telefono ed ha avvisato tutti i conoscenti, anche quelli che non vedeva da anni, tanto era l’entusiasmo per l’evento; oppure ancora non l’avevi programmato, ha stravolto la tua vita, i tuoi programmi, tutti i tuoi progetti hanno bisogno di essere rivisti, non sai come dirlo a lui, se lo accetterà, se sarà felice, o forse un lui non ce l’hai e quindi sarà dura la decisione da prendere.

Ognuno ha un suo modo specifico e personale di vivere la gravidanza,  come dico sempre ai miei pazienti, non c’è giusto o sbagliato, queste sono categorie create dall’uomo. Esiste solo quello che può essere meglio per me.  Quindi freghiamocene degli altri, dirlo o non dirlo, ci rimarranno male, sarà il caso di farlo sapere, la domanda fondamentale è: “cosa voglio IO per me?”

E’ la mia gravidanza, è nostro figlio.

Già! La gravidanza è una fase della vita che purtroppo l’uomo vive solo di riflesso, il figlio che cresce nel grembo materno sarà suo figlio e stabilirà un legame con lui solo quando sarà fuori e lo potrà toccare, coccolare, prendere in braccio. Quindi la gravidanza è in buona parte della donna e relativamente dell’uomo.

Ci sono dei futuri padri che vivono con la compagna ogni visita, ogni ecografia; ma ci sono anche uomini che purtroppo lasciano la donna sola durante questo percorso; in questi momenti sarebbe bello essere in due per gioire insieme e guardare la foto dell’ecografia magari 10 o 100 volte, riuscendo perfino a trovare delle somiglianze!

E’ vero, la gravidanza è solo della donna quando si parla del legame con il piccolo, ma è bello poter condividere con il compagno ogni piccola variazione, movimento.

Si vive in modo diverso, da una parte con una prova tangibile, dall’altra solo per sentito dire: “Si è mosso, senti, dà calci…”

Alcune volte il padre è fortunato e riesce a rendersi conto; altre volte si accontenta del sentito dire, perché sembra farlo apposta, ma il piccino smette di muoversi non appena il padre poggia la mano sulla pancia. E’ bene riuscire a coinvolgere i vostri compagni in tutto quello che riguarda queste 40 settimane, è bello avere qualcuno che ci sostiene, ma serve anche per iniziare a stabilire un legame con il piccolo.

Recenti ricerche hanno stabilito che il feto sente i rumori e riconosce le voci, persino riesce a fare distinzione tra le varie parole, quindi sarebbe utile avere presto un nome con cui chiamarlo/a e parlare con  “la pancia”.

Il marito vive la paura della sala parto o della sala operatoria solo attraverso la donna.

Sicuramente in quel frangente tocca a voi donne in prima persona, il compagno cercherà di calmarvi, rassicurarvi, ma in quel momento alcune di voi lo tratteranno male.

Non preoccupatevi, il parto è una situazione di intensità emotiva difficile da spiegare dopo, difficile da provare in altre occasioni.

E’ un insieme di emozioni di gioia, dolore, rabbia talmente forti che sono difficili da raccontare.

Anche durante la gravidanza ci potranno essere dei momenti di rabbia, odio o rancore nei confronti del compagno, che potrà godersi il figlio senza fatica nè sudore.

A lui solo le gioie, niente gambe gonfie, nè formicolii o crampi strani, niente nausee, niente peso in più, non avrà difficoltà a tagliarsi le unghie dei piedi,  niente cellulite; insomma ci sono tutti i presupposti per qualche attimo di rabbia.

Però, magra consolazione, non sentirà il figlio se avrà il singhiozzo durante la gravidanza e non lo sentirà muoversi, né tirare calci.

Tutto questo fa sì che la madre sia emotivamente più vicina al figlio e lo senta suo quasi da subito. Non tutte le donne vivranno bene la gravidanza, anche quando tutto andrà fisicamente bene ci saranno delle donne che saranno costrette a modificare la propria vita.

Sì alle camminate, non più spinning nè aerobica, niente paracadutismo (e chi lo dice? La gravidanza è un bel salto nel vuoto ad occhi aperti!), antidolorifici (aspirine, antinfiammatori, etc.) niente più salumi crudi (per chi non ha avuto la fortuna di avere la toxoplasmosi!), e altro che sicuramente avrete in mente.

Tutte queste proibizioni non dispongono l’animo in modo sereno.

Stern diceva che la donna durante la gravidanza si crea un’immagine di quello che sarà il figlio e che tenderà a distruggere man mano che la gravidanza volge al termine per poter accettare il vero figlio.

Tanto di cappello, eccelso studioso ma pur sempre un uomo!

Non sempre è così, ci sono delle donne che non riescono neppure ad immaginarsi quello che potrebbe essere il figlio, non riescono nè a dargli un volto, nè a pensare cosa potrebbe diventare.

Molte si chiedono:

“Sarò una buona madre?”

“Sarò in grado di gestire la vita di un altro essere la cui sopravvivenza dipende dalla mia?”

“Lo amerò come si dice possa fare solo una madre?”

“Avrò quell’istinto materno che sembra tutte abbiano?”

Ma esiste davvero l’istinto materno, o ad essere madre si impara giorno per giorno?

Dott.ssa Luisa Vaselli

Copyright © 2012 - Trono Consulting Srl All rights reserved - e: info@sosgenitori.it - t: +39 346 7067060 - f: +39 051-0822061
Trono Consulting Srl - P.I. 01996980502 - Via Vespucci, 11 - Santa Croce sull' Arno (PI) - Capitale sociale i.v. 25.000 euro
Agenzia di Ricerca e Selezione del Personale
Iscritta all'Albo delle Agenzie per il Lavoro - sez. IV
MMinistero del Lavoro e Politiche Sociali - Aut. MIn. prot. 13/II/0009764 del 07/07/2011