Gravidanza: valutazioni e peso corporeo

La gravidanza è in assoluto uno dei momenti più significativi nella vita di una donna.
E’ caratterizzata da numerosi cambiamenti, che, come le tesserine di un puzzle, sono, interconnessi e indispensabili. Ricomporre un puzzle è piacevole e a volte, per chi è abbastanza esperto, anche molto semplice; per chi invece non lo è, può essere più laborioso; in ogni caso, la soluzione utilizzata per accomodare tutte le sue tesserine sarà sempre diversa.
Quest’analogia può essere utile a riconoscere che ogni gravidanza, anche quando non è la prima, si porta avanti in modo sempre diverso e nuovo, diventando così un evento “unico”, ogni volta differente, non solo per il sesso del nascituro o per il periodo in cui sarà avviata, ma nel suo insieme e nella condizione fisico-psichica in cui la donna si troverà ad accoglierla.
Prepararsi a una gravidanza, quindi, richiederà di essere pronti a questo nuovo evento e a tutti i cambiamenti che essa dovrà comportare e potrà certamente essere utile a sviluppare nella futura mamma un livello di accoglienza più adeguato.
La gravidanza è un progetto biologico che la natura ha reso possibile in un determinato periodo della vita della donna e come tale deve essere accolto principalmente come un evento fisiologico.
Uno dei più evidenti cambiamenti nella gestante riguarda il corpo, all’interno del quale sarà accolto il nascituro.
Sin dal momento in cui scopre di essere incinta, la donna orienta la sua attenzione alle proprie forme. Nei primi mesi non vedrà l’ora che il pancione si evidenzi e tale attesa si unirà all’orgoglio di poterlo esibire. I cambiamenti dopo il primo trimestre saranno molto rapidi e riguarderanno non solo la struttura corporea visibile, ma l’intero ambito fisiologico, ivi compreso quello endocrino-metabolico; al tempo stesso coinvolgerà anche la sfera emotiva e frequentemente anche quella percettiva dell’immagine corporea.
L’evoluzione della gestazione è strettamente connessa con lo stato della donna prima del concepimento; ovviamente uno stato di benessere fisico, ma anche psichico, gioverà a prevenire determinati rischi alla futura mamma e allo stesso tempo contribuirà al buono stato di salute del nascituro.
L’incremento del peso durante la gestazione è determinato, assieme ad altri fattori,  dal peso corporeo pre-gestazione.  Il peso consente assieme all’altezza di calcolare il BMI (Body Mass Index). In generale, secondo le Linee Guida, per una donna che inizi la gravidanza sottopeso, con un BMI inferiore a 18,5, sarà auspicabile un incremento tra i 12,5 e i 18 Kg; per una gravidanza che abbia inizio normopeso, con un BMI tra 18,5 e 25, è auspicabile un incremento totale tra gli 11,4 e i 16 Kg di peso corporeo; per una gravidanza che abbia inizio in sovrappeso, con un BMI superiore a 25, è auspicabile un aumento tra i 7 e gli 11,5 Kg; per la donna obesa, con un BMI superiore a 30, si raccomanda un incremento in peso non superiore
a 7 Kg.
L’incremento di peso in gravidanza è, ovviamente, relativo alla formazione di nuovo tessuto, tra cui il feto, gli annessi placentari e le riserve materne.
E’ opportuno tener presente che il peso è la risultante della partecipazione di vari compartimenti corporei, quali la massa cellulare attiva, l’acqua corporea intra ed extra-cellulare e la massa grassa. Per questo motivo, il calcolo del BMI non potrà essere sufficientemente predittivo dello stato fisico di un soggetto e ciò vale anche per la donna che si appresta ad avviare una gravidanza.
Basti pensare che una donna che abbia svolto attività fisica intensa, potrebbe aver sviluppato una massa muscolare maggiore, che andrebbe ad incidere sul peso corporeo; in tal caso il BMI non sarebbe certamente predittivo del reale stato fisico della donna. Un’altra informazione utile è che non sempre un peso più alto corrisponde ad una condizione di sovrappeso, ma è l’ eccesso di peso in grasso corporeo che rappresenta una inadeguatezza ponderale. Per accertare, quindi, con minore approssimazione la condizione dello stato fisico di un soggetto si potrà ricorrere all’impiego di tecniche appositamente validate, di uso corrente tra gli specialisti della nutrizione, i quali potranno anche fornire indicazioni nutrizionali appropriate, che consentano alla gestante di adeguare i propri apporti energetici agli obiettivi ponderali previsti per la sua gravidanza, soddisfacendo contemporaneamente le esigenze  di tutti i nutrienti, anche quelli non calorici, come i sali minerali, le vitamine e l’acqua.
Una curiosità: Nell’arco dei nove mesi di gravidanza, l’incremento di peso comprende anche una quantità di grasso corporeo che diventerà di gran valore nel periodo dell’allattamento, in quanto rappresenterà una fonte energetica che sarà trasferita nel latte materno. In linea di massima, in una donna con un buon controllo nutrizionale in gravidanza, questa riserva lipidica sarà rappresentata da circa 4 kg di grasso pari a 36.000 Kcal, in grado di trasferire giornalmente al latte un contributo energetico di circa 200 Kcal durante sei mesi di allattamento.
Queste calorie, peraltro, andranno detratte dai bisogni energetici addizionali previsti per la nutrice.
Un suggerimento: Una valutazione  dello stato nutrizionale all’inizio della gravidanza e durante i nove mesi, con una maggiore frequenza nel corso del secondo e del terzo trimestre, potrebbe rendere più agevole il percorso delle
future mamme.

dott.ssa Maria Claudia Quarta
nutrizionista S.O.S.genitori

La reattanza psicologica e i principi della persuasione

Cos’hanno in comune un bambino di 2 anni che fa i capricci e strilla per avere
l’automobilina del fratello più grande, una ragazza che si dispera per un
“tipo” che è innamorato della sua migliore amica, un genitore che sta correndo
all’ipermercato per approfittare dell’offerta sul Televisore HD valida solo per
due settimane?
È incredibile pensare che tre comportamenti così, apparentemente distanti,
possano avere qualcosa in comune, sta di fatto che in tutti e tre i casi si è
attivato un comportamento compulsivo, è scattato un comportamento automatico.
Ma cosa c’è dietro ad una spasmodica risposta automatica di acquiescenza ?
Quali sono i fattori che inducono una persona ad accondiscendere alle
richieste di qualcuno?
Nel caso in questione, direbbe Robert Cialdini, psicologo sociale americano
uno dei massimi esperti in comunicazione e persuasione, si è attivato in tutti
e tre i casi il meccanismo di “reattanza psicologica”, ovvero un automatismo
che si attiva secondo le leggi del principio di scarsità: quando percepiamo un
oggetto o una persona difficile da raggiungere pensiamo abbia un valore
superiore. Nell’essere umano si attiva un’euristica, una scorciatoia di
pensiero che ci fa associare alla parola “raro” il termine “prezioso”. Raro
diventa sinonimo di qualità. Non solo, percependo un oggetto difficile da
raggiungere, della serie “ora o mai più” viene meno la nostra possibilità di
scegliere, e quando qualcuno ci limita una possibilità automaticamente accresce
il nostro desiderio di conquistarla.
Fin da piccoli desideriamo ciò che è più difficile raggiungere. Se ad un
bambino mostri un giocattolo e ne lasci intravedere un altro simile dietro al
divano, le probabilità di raggiungere il secondo sono di gran lunga più
elevate. Se tra due ragazze ugualmente carine una ha altri contendenti, e molto
più probabile che questa venga considerata più attraente. In ogni scuola
esistono ragazze e ragazzi VIP, un po’ come nei film di una volta di Jerry
Calà, basta che un gruppetto di soggetti promuova il fascino di una ragazza o
di un ragazzo che automaticamente si crei il John Travolta della situazione.
Questi meccanismi si attivano per la prima volta quando abbiamo appena 2 anni,
quando cioè cominciamo a voler essere noi stessi. I bambini, a quell’età,
cominciamo ad intravedere la possibilità di essere separati dalla mamma e
vogliono a tutti i costi farsi valere come identità separate, è per questo che
fanno i capricci, che vogliono il giocattolo del fratello, che se li mettiamo
in braccio vogliono stare giù e se li mettiamo giù vogliono stare in braccio.
Lo stesso accade durante l’adolescenza, in quel periodo vogliamo ancora una
volta dimostrare che non siamo più bambini, siamo alla ricerca della nostra
vera identità, e ci opponiamo a tutte le ristrettezze dei nostri genitori.
E da adulti le cose non cambiano più di tanto, nessuno è immune, basta
considerare gli appuntamenti della settimana nei vari supermercati per le varie
offerte, per rendercene conto. Ma il principio della “scarsità” non è l’unico,
Cialdini ne cita almeno altri cinque tutti ugualmente potenti e ben conosciuti
dalle associazioni di consumatori e dalle forze dell’ordine, ma non sempre i
principi della persuasione sono così evidenti, anzi, sono sempre più raffinate
e invisibili, presentandosi in forme sempre più diverse ed evolute, ci
accompagnano in ufficio e ce le troviamo in casa attraverso la tv e internet
ma, purtroppo, il più delle volte ce ne accorgiamo troppo tardi, quando il
danno è fatto e ci fa rabbia sapere che ad essere colpiti sono principalmente i
nostri figli. I persuasori dell’occulto sanno quanto sono sensibili e
attaccabili e, purtroppo, sempre più indifesi, perché ad essere attaccati e
fuorviati sono anche e soprattutto i genitori, coloro che dovrebbero difenderli
e che, invece, inconsapevolmente imbottiscono i propri figli di grassi
idrogenati, volgarmente chiamati “merendine”. Non è forse giunto il momento di
prendere consapevolezza di tali potenti “armi di persuasione” e di passare al
contrattacco?

Salvatore Cianciabella

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